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Albana di Romagna Docg
L’Albana di Romagna è il vino romagnolo per eccellenza poiché d’esclusiva e tradizionale produzione regionale. Prodotto nelle versioni secco, amabile, dolce, passito e passito riserva, è il primo vino bianco italiano ad avere ottenuto, nel 1987, il prestigioso riconoscimento della Docg. Ricavata in purezza dall’uva omonima, l’Albana di Romagna ha colore giallo paglierino appena dorato, con profumi floreali e fruttati di buona intensità, sensazioni di freschezza gustativa e buona struttura.
Molto adatta all’appassimento, dà in questo caso vini di colore dorato con sentori di albicocche e pesche sciroppate, sapore dolce e vellutato con fondo di spezie.
Romagna Albana Spumante DocIl vino Romagna Albana Spumante Doc è prodotto dalle uve dell’omonimo vitigno. Le uve perfettamente sane e dal classico colore giallo dorato, vengono sottoposte a un leggero appassimento e successivamenteo vinificate per ottenerne un vino con un titolo alcolometrico minimo del 15 °C e con ancora un residuo zuccherino minimo di 60 g/l.
Il vino, dal colore giallo dorato brillante, esprime all’olfatto profumi di lieviti, miele, pesca e salvia.
Di buona struttura e piacevole freschezza. Da bere nell’arco di un anno.
Sangiovese di Romagna Doc
Il Sangiovese è il vino rosso che identifica la Romagna, ottenuto dall’omonimo vitigno che si distingue in numerosi biotipi e cloni, ed è anche il primo vino romagnolo ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata (D.P.R. del 9 luglio 1967). Il nome sembrerebbe provenire da Sanctus Zeus, il dio Giove dei Romani, anche se altri lo fanno derivare da Monte Giove o Colli Jovis, collina di Santarcangelo. A livello nazionale le uve di sangiovese, da sole o associate ad altre, concorrono alla produzione di vini famosi quali il Brunello di Montalcino, i vari Chianti, il Rosso Conero e tantissimi altri. Il Sangiovese prodotto nell’area romagnola ha conosciuto negli ultimi anni una visibile e costante crescita qualitativa. Molto versatile dal punto di vista enologico, il sangiovese può dare vini fruttati gradevoli e da bersi giovani, anche novelli, e allo stesso tempo offrire grandi rossi da affinamento.
Trebbiano di Romagna Doc
L’Albana di Romagna è il vino romagnolo per eccellenza poiché d’esclusiva e tradizionale produzione regionale. Prodotto nelle versioni secco, amabile, dolce, passito e passito riserva, è il primo vino bianco italiano ad avere ottenuto, nel 1987, il prestigioso riconoscimento della Docg. Ricavata in purezza dall’uva omonima, l’Albana di Romagna ha colore giallo paglierino appena dorato, con profumi floreali e fruttati di buona intensità, sensazioni di freschezza gustativa e buona struttura.
Molto adatta all’appassimento, dà in questo caso vini di colore dorato con sentori di albicocche e pesche sciroppate, sapore dolce e vellutato con fondo di spezie.
Trebbiano di Romagna Doc
Riconosciuto nel 1973, il Trebbiano di Romagna Doc è un bianco utile nel rapporto qualità-prezzo, un vino al quale non chiedere grande complessità olfattiva e gustativa, né proprietà di affinamento o di evoluzione, ma una piacevole freschezza e fragranza data dal supporto dell’acidità. Il vitigno è vigoroso, germoglia tardi, il che lo ripara dalle gelate primaverili. Oltre ad essere vinificato per produrre vino Trebbiano, è anche un ottimo vino base per spumanti Metodo Charmat/Martinotti, per Vermounth e Brandy.
Albana di Romagna Docg
L’Albana di Romagna è il vino romagnolo per eccellenza poiché d’esclusiva e tradizionale produzione regionale. Prodotto nelle versioni secco, amabile, dolce, passito e passito riserva, è il primo vino bianco italiano ad avere ottenuto, nel 1987, il prestigioso riconoscimento della Docg. Ricavata in purezza dall’uva omonima, l’Albana di Romagna ha colore giallo paglierino appena dorato, con profumi floreali e fruttati di buona intensità, sensazioni di freschezza gustativa e buona struttura.
Molto adatta all’appassimento, dà in questo caso vini di colore dorato con sentori di albicocche e pesche sciroppate, sapore dolce e vellutato con fondo di spezie.
Pagadebit di Romagna Doc
Il nome "Pagadebit" è legato alla buona, costante e proverbiale produttività del vitigno che, tradizionalmente, consentiva al contadino di produrre vino anche nelle annate più difficili e, quindi, di "pagare i debiti". Il vino, che ha ottenuto la Doc nel 1988, si presenta di un colore giallo paglierino tenue, con lievi riflessi verdolini; ha un bouquet olfattivo floreale, fruttato, leggermente erbaceo, mentre al palato è fresco, equilibrato e armonico. Meriterebbe una maggiore considerazione per la sua equilibrata struttura e per la sua versatilità, che lo rende pronto a diverse esigenze.
Cagnina di Romagna Doc
Si ottiene dal "refosco terrano", un vitigno a bacca rossa di antica coltivazione, importato dalla Dalmazia e dall’Istria durante l’epoca Bizantina.
Il vino che si ricava è di colore rosso violaceo con spuma evanescente.Il profumo è vinoso con evidenti sentori di frutta rossa, fragole, marasca e lamponi.
Al gusto è morbido, dolce e di buona intensità, con tannini appena accennati.Ideale nel tipico abbinamento con la ciambella romagnola, è un vino di vita breve che si può consumare già una settimana dopo la vinificazione. La Doc è stata riconosciuta nel 1988.
Le Doc dei quattro Colli
Con la vendemmia 1996, 1997 e 2001 sono nate in Romagna quattro Doc, designate con l’indicazione geografica "Colli". In pratica delle zone più limitate, alla stregua di sottozone, con specifiche caratteristiche ambientali e tradizionali e con disciplinari di produzione più restrittivi. In queste aree, negli ultimi anni il mondo del vino ha avuto un risveglio incredibile grazie a vignaioli intraprendenti, sensibili alle esigenze del mercato ed aperti alle nuove tecnologie.
Questo felice connubio ha permesso la produzione di vini in grado di soddisfare ogni richiesta: vini di pronta beva e di lungo affinamento, di corpo e maggiormente strutturati, con profumi delicati e con aromi schietti e decisi, in ogni caso, sempre interessanti e di qualità ragguardevole.
Colli d’Imola Doc
La zona di produzione della Doc Colli d’Imola, disciplinata dal Decreto 01/07/1997 - G.U. 07/07/1997 e successive modifiche, comprende i territori vocati alla coltivazione della vite di sette comuni del comprensorio imolese, in provincia di Bologna. I terreni della media e bassa collina, compresi nell’area, permettono la produzione di vini di ottima qualità. Questa è la zona d’elezione dei vitigni albana, sangiovese, pignoletto e trebbiano, ma la base ampelografica di questa denominazione è piuttosto ampia ed eterogenea, e comprende oltre ai vitigni tradizionali e storici anche altri d’importazione come chardonnay, barbera e cabernet sauvignon, che permettono di ottenere vini particolarmente interessanti.
Colli di Faenza Doc
La Doc Colli di Faenza (Decreto 04/08/1997 - G.U. 02/09/1997) fu richiesta per valorizzare quelle aree collinari particolarmente vocate alla coltivazione della vite, con vigneti ubicati ad un’altitudine di 50/350 mt. s.l.m dove terreno, clima ed esposizione offrono un patrimonio importante per una produzione di qualità.
Qui attenti viticoltori hanno riconvertito e reimpiantato vigneti seguendo tecniche adeguate e al fianco dei tradizionali vitigni trebbiano, albana e sangiovese sono stati improntati vitigni internazionali quali chardonnay, sauvignon, pinot bianco, merlot, cabernet sauvignon, shirah, che hanno contribuito ad elevare la qualità senza stravolgere l’identità dei vini di questa zona.
Colli Romagna Centrale Doc
La Doc Colli Romagna Centrale è stata in ordine di tempo l’ultima riconosciuta con Decreto del 29/09/2001 (G.U. 19/10/2001) e comprende 17 comuni della provincia di Forlì-Cesena. Tra i vitigni della tradizione il sangiovese e il trebbiano rimangono sempre tra i più significativi, così come l’albana, in particolare nella "sottozona Bertinoro", il refosco terrano e il bombino bianco rispettivamente per Cagnina e Pagadebit di Romagna Doc. Ormai radicati da tempo tra i vitigni innovativi spiccano chardonnay, cabernet-sauvignon, merlot, montepulciano e barbera. La zona può ritenersi a giusta ragione la più storica per l’enologia romagnola: qui da sempre il suo sangiovese è considerato tra i più robusti e pieni, magari un po’ spigoloso ma con ottime caratteristiche per un buon affinamento.
Colli di Rimini Doc
La zona di produzione della Doc Colli di Rimini, riconosciuta con Decreto 19/11/1996 (G.U. 29/11/1996), comprende tutto il territorio provinciale situato sopra la statale s.s. 16, quindi 19 comuni, con la sola esclusione di Bellaria- Igea Marina. Il settore viticolo, nella provincia di Rimini, rappresenta un comparto produttivo d’estrema importanza sia dal punto di vista della superficie utilizzata, sia del valore della produzione ottenuta. In questa denominazione trovano spazio come uve a bacca bianca, oltre al trebbiano romagnolo, il biancame, che nel recente passato ha rappresentato il principale vitigno coltivato nell’entroterra riminese, e il pignoletto (il vino ottenuto prenderà poi il nome di Rebola). In questa denominazione non manca il vitigno sangiovese, presente maggiormente nella tipologia Rosso e il cabernet sauvignon, di recente introduzione.
Bosco Eliceo Doc
In Romagna si trovano le ultime propaggini meridionali della Doc Bosco Eliceo, riconosciuta nel 1989 ed estesa dalle zone lagunari di Ferrara fino ai comuni di Ravenna e Cervia. In questo territorio si stanno riscoprendo i cosiddetti "vini della sabbia", ottenuti da vitigni coltivati in aree sabbiose e salmastre.
Dal Sauvignon al Bianco, dal Merlot al Fortana, i vini di questa Doc, sono freschi e fruttati, da bere entro l’anno nell’accompagnamento ideale con pesce azzurro e anguilla arrosto o marinata.