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Pennabilli

Sede della diocesi di San Marino -Montefeltro è Pennabilli, la cittadina, come dice anche il nome, è nata dalla unione dei due castelli della Penna e dei Billi, tra loro tanto vicini che le battaglie venivano combattute dall'alto delle loro mura con le frecce. Infatti due rupi gigantesche, come due gemelli, stanno a dominare la piazza, nata come simbolo di pace e di unione. Da questi castelli le cronache trecentesche fanno derivare gli antenati dei signori Malatesta, scesi poi a Verucchio ed infine a Rimini. Pennabilli è ancora immersa in una atmosfera medievale: in alto vi sono i ruderi della rocca; attorno corrono le cortine della antica cinta muraria. In essa si aprono ancora le varie porte, come la porta dei Billi, la porta Cinzia, la porta Carboni, la porta Malatesta. Restano viuzze strette con fantastiche prospettive, angoli suggestivi come la loggetta del convento agostiniano. Nella chiesa della Madonna delle Grazie vi è un affresco miracoloso della scuola di Antonio Alberti da Ferrara dei primi decenni del '400. L'immagine è fiorita di leggende religiose, per le lacrime che ebbe a stillare in varie occasioni. In questa atmosfera non è un caso se proprio a Pennabilli è nata una delle prime e più rinomate mostre dell'Antiquariato: qui l'amore per l'oggetto antico e per l'arte è entrato nel sangue dei suoi abitanti. Il museo diocesano costituisce un'eccezionale raccolta delle testimonianze e dei simboli della pietà cristiana dall'alto medioevo ad oggi, salvati dalla dispersione, dai furti e dalla distruzione di molte chiese della intera diocesi del Montefeltro . Oltre ai reperti d'epoca romana, come una statua di Minerva, o alla collezione di antiche monete, è conservata una preziosa cappella reliquiaria dell'VIII secolo dopo Cristo; vi sono antiche campane del Trecento; tavole dipinte d'epoca medievale; affreschi staccati del Quattrocento, come lo Sposalizio mistico di S. Caterina; vi sono arredi liturgici, stoffe pregiate e lavori di alta oreficeria. Innumerevoli sono i quadri di soggetto sacro realizzati fra il 1500 e il 1800. Si tratta di un piccolo mondo d'arte e di artigianato che si colloca in un contesto urbanistico e sociale pienamente coerente. Ed è per questo che a Pennabilli si comprende veramente il senso e il significato dell' anglico, in tutti i suoi valori passati e presenti. Anche i dintorni sono ricchi di monumenti e di immagini evocative. A valle, vicino alle rive del fiume, da otto secoli si erge quasi intatta, la romanica pieve di S. Pietro in Messa. Essa ha una facciata tutta in pietra, ricamata da linee e fasce con riquadri di una perfetta armonia. All'interno le navate con colonnato ad archi sono soffuse di penombra che evoca alla mente solenni riti cristiani. Qui passa la strada che collega l'Adriatico con l'alta valle del Tevere. Risalendo il fiume si incontrano le torri di vedetta come quella di Cicognaia, che ora è un'isola toscana all'interno delle Marche; poi l'alta torre del castello di Bascio, dove nacque fra` Matteo che fu il fondatore dell'ordine dei frati Cappuccini; più su c'è la torre del castello di Gattara, da dove si guatava, cioè si controllava a vista la strada della vallata.

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