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Tempio Malatestiano

Sigismondo Malatesta colto, ambizioso e spregiudicato condottiero, ultimo discendente degli Scipioni e dei Malatesta, antica e potente dinastia che per due secoli dominò la Romagna; la complessità e il fascino della cultura rinascimentale uniti al talento di alcuni dei più grandi geni di questa luminosa epoca. Questi i principali fattori che si celano dietro un capolavoro come il Tempio Malatestiano di Rimini, frutto di un panorama culturale potentemento nutrito dai fermenti che eruditi, scienziati, letterati e filosofi dispensarono alla corte di Sigismondo.

La sobria, razionale e raffinata eleganza dello stile neoclassico esibito nella prima fatica architettonica di Leon Battista Alberti: un candido guscio marmoreo che avvolge la facciata e i fianchi romanico-gotici dell'antica Santa Maria in Trivio, richiamando insistentemente i motivi dell'arte classica in un equilibrio apollineo di luci e ombre, vuoti e pieni, nelle superfici disegnate coi marmi d'Istria dell'Arco di Augusto, di Sant'Appollinare in Classe e Fano. E poi il ricco, sfarzoso gusto ridondante di elementi decorativi, complessi temi iconografici, esoterici rimandi simbolici, pianeti e motivi astrologici degli interni, dove posero mano Matteo de' Pasti, Agostino di Duccio e Piero della Francesca, e dove si conserva uno splendido crocifisso di Giotto.
Un repertorio paganeggiante preso a pretesto dal pontefice Pio II per la scomunica calata sulla testa dell'ultimo rampollo dei Malatesta, che in questo tempio tutt'altro che ossequioso agli stilemi della tradizione cristiana osò celebrare sé stesso e l'amante Isotta degli Atti.

Rimini vi aspetta all'incorcio tra arte e storia, tra monumenti e personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria e nel cuore di questa antica e generosa città.

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