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Ponte di Tiberio

Costruire ponti significa costruire connessioni, unire terre, popoli e culture, porre le basi di una rete viaria efficiente e dello sviluppo economico e sociale del territorio, consentire il passaggio di merci, uomini e idee.

L'ingegno e lo spirito pragmatico dei romani non poteva dunque trascurare un elemento tanto strategico per lo sviluppo e la sussitenza dell'impero.
L'arte di costruire ponti fu reputata sacra, tanto che il titolo di Pontifex, che affonda le radici nella tradizione giuridico-religiosa dell'Antica Roma, riconosciuto alle massime cariche religiose e civili (in primis i due pontifex maximus: l'imperatore così come, in seguito, il papa), significa letteralmente "facitore di ponti".
E' perciò comprensibile come i ponti romani non avessero una valenza esclusivamente pratica, ma fossero ammantati da una forte carica simbolica, che doveva rappresentare non solo la potenza, l'abilità tecnica e lo splendore di Roma, ma persino l'aspetto più propriamente religioso.

Il Ponte di Tiberio è senza dubbio uno dei ponti romani monumentali più importanti, ammirati e studiati, a partire da geni assoluti come Giovanni Bellini, Antonio da Sangallo e Andrea Palladio.
Nelle intenzioni del suo ideatore, quell'imperatore Augusto che tanto aveva a cuore la città di Rimini e che concentrava nella sua persona il ruolo di ponte tra cielo e terra, tra Dei e uomini, il ponte assumeva un profondo significato politico e religioso, divenendo metafora della sua persona e dell'unione tra funzione fisico-geografica e teologico-religiosa. A questo scopo fu dotato di un articolato apparato simbolico, all'epoca facilmente recepibile da tutti i sudditi dell'impero.

La sua solidità e resistenza ebbero risonanze leggendarie, tanto da chiamare in causa addirittura un patto col diavolo. Costruito dal 14 al 21 d.C., ossia iniziato sotto il governo di Augusto e terminato sotto quello di Tiberio, il ponte venne realizzato interamente in pietra, proveniente, a quanto pare, dai Colli Euganei e dall'Istria, su pali di fondazione in legno di rovere, tutt'ora ottimamente conservati.

Posto all'inizio delle vie consolari (Aemilia e Flaminia da un lato e Popillia dall'altro), il ponte univa il decumano massimo, l'attuale Corso di Augusto, al suburbio di Ariminum, oggi Borgo San Giuliano o, in altri termini, il territorio metropolitano dell'impero e la Cispadana.

Il ponte di Tiberio rappresenta un tesoro storico e artistico di straordinario valore, non mancate di chiedere presso gli hotel di Rimini maggiori informazioni sui percorsi cittadini più interessanti.

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